
L’artista

Adriano Piu, nato a Cervignano del Friuli nel 1954, vive e lavora nel Borgo Antico di Chiarmacis, nel comune di Rivignano-Teor. La sua ricerca è segnata da una relazione concreta e profonda con la materia, maturata anche attraverso l’esperienza lavorativa come saldatore. Ferro, Corten, alluminio, bronzo e acciaio inox non sono per lui materiali da dominare, ma presenze da ascoltare e trasformare.
Questa padronanza tecnica si traduce in una pratica artistica capace di muoversi dal figurativo all’astratto fino a una sintesi concettuale. Le sue opere, spesso definite movimenti interlocutori, integrano elementi scultorei mobili e chiedono allo spettatore una partecipazione attiva. Il quadro non resta superficie chiusa: diventa dispositivo, organismo, spazio di relazione.
Movimento interlocutorio (Erosione Sincrona), presentato alla Biennale Arte 2026, lavora proprio su questa idea di materia in trasformazione. Il riferimento all’erosione introduce il tempo dentro la forma: ciò che vediamo non appare come immagine definitiva, ma come processo, tensione, equilibrio provvisorio tra resistenza e mutamento.
Il percorso di Piu ha un legame diretto con Syncretika, che ha curato una sua importante antologica presso la Chiesa di San Francesco a Udine. A San Servolo, la sua opera entra nel tema del Padiglione della Repubblica di Guinea come una riflessione concreta sull’eco della materia: una materia capace di parlare, reagire e coinvolgere chi la osserva.
Opera in mostra: Adriano Piu, Movimento interlocutorio (Erosione Sincrona), tecnica mista su tavola, 120 x 120 cm, 2026.
Fonte: catalogo Padiglione della Repubblica di Guinea – 61. Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, Le Son de l’Art: l’Écho de la Matière, Editoriale Giorgio Mondadori, maggio 2026.
