Siamo lieti di condividere una notizia di grande importanza per il nostro percorso: Carlo Stragapede, direttore artistico di Fondazione Syncretika Arte e Cultura ETS, è stato nominato curatore del Padiglione della Guinea alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.
Si tratta di un incarico di grande prestigio nel contesto di uno degli appuntamenti più rilevanti al mondo per l’arte contemporanea. La nomina rappresenta un importante riconoscimento del lavoro, della visione e della sensibilità curatoriale che Carlo Stragapede porta avanti da anni nel suo percorso professionale e all’interno della nostra Fondazione.

La scelta è stata affidata dal commissario guineano Bilia Bah, direttore generale del Ministero della Cultura della Repubblica di Guinea, insieme al consigliere delegato per la Biennale guineana, che hanno individuato in Stragapede la figura adatta per guidare un progetto capace di coniugare profondità culturale, ascolto e apertura internazionale.
La 61ª Biennale Arte di Venezia, che avrà per tema “In Minor Keys”, si annuncia come uno spazio di riflessione sulle narrazioni marginali, sulle resistenze invisibili e su quelle dimensioni intermedie del vivere contemporaneo che troppo spesso restano ai margini dello sguardo dominante. In questo quadro, il progetto del Padiglione Nazionale della Guinea si svilupperà come un dispositivo di ascolto e di ricerca, orientato a dare forma a prospettive sensibili, complesse e necessarie.

Per noi, questa nomina non è soltanto motivo di orgoglio: è anche la conferma del valore di una pratica culturale che mette al centro la relazione tra arte, pensiero critico e contesto sociale. Il lavoro che Carlo Stragapede ha sviluppato in questi anni, anche attraverso Fondazione Syncretika, trova oggi un riconoscimento significativo in un ambito internazionale di assoluto rilievo.
Essere presenti alla Biennale di Venezia attraverso questo incarico significa contribuire a una piattaforma globale di confronto, in cui l’arte contemporanea continua a interrogare il presente e ad aprire nuove possibilità di immaginazione e dialogo tra culture.
Accogliamo quindi questa notizia con entusiasmo e con la consapevolezza che si tratta di un passaggio importante, non solo sul piano professionale, ma anche per il cammino culturale che come Fondazione continuiamo a costruire ogni giorno.
